La-storia_header

una storia di oltre cent’anni

Era il marzo del 1907 quando Cono Navatta diede vita a caffè Oslavia nel centro storico di Monte San Giacomo. Oggi, dopo più di 100 anni, il locale è ancora lì conosciuto col nome di Bar Romano. Un punto di ritrovo, l’unico, un luogo dove si compravano il tabacco e le sigarette sfuse, si scambiavano quattro chiacchiere magari davanti l’immancabile “tazzulella ‘e cafè” preparata con la vecchia macchina napoletana. Un passaggio obbligato per chi, alle 4 del mattino, doveva uscire per andare a lavoro: pastori, contadini, operai…lavoratori che avevano bisogno di fare scorta di tabacco. Poi, dalle 9, il rito di ogni giorno si ripeteva immutabile e genuino il Medico del paese a suggerire, ordinare, consigliare, dare notizie fresche di giornale, preparare ricette tirando ampie boccate dal sigaro preferito nel Cafè Oslavia.

Cono Navatta era stato negli States ed aveva accumulato una piccola fortuna che aveva deciso di reinvestire in Italia in un cafè. Ed è nel nord America che ha conosciuto mr. Logan, newyorkese che convinse ad investire nel cafè insieme a lui. La logica di Navatta nella gestione degli affari era semplice: quel Cafè doveva essere un punto di ritrovo familiare, un luogo per lo scambio di idee, in cui il prezzo era quello che il cliente poteva pagare. Egli sapeva bene che, durante le due guerre ed i periodi di crisi che seguirono, il suo era un ruolo di cruciale importanza per la vita del paese, ed allora anche il baratto andava bene come forma di pagamento: un uovo poteva valere lo scambio con un po’ di zucchero, il grano in cambio del sale…e via discorrendo. Cono Navatta che era solito dire: “Qui, dove tutti si conoscono e si frequentano, ciascuno è contento di fare il suo modesto guadagno, quanto basta per vivere senza eccessi”.

McLogan-storia

Un vero e proprio bazar, uno spaccio, un centro di commercio cresciuto con l’economia locale. Pian piano arrivarono altri servizi: dopo i generi alimentari, i monopoli di stato, con il fiore all’occhiello rappresentato dalla biglietteria Lloyd Sabaudo, gloriosa flotta di proprietà della famiglia reale italiana (1906-1932), presso la quale era possibile comprarsi “il sogno di una vita migliore Oltreoceano”. Privo di eredi, il signor Navatta, prese a lavorare con sé il nipote Pietro Romano che, nel 1942, divenuto proprietario del Cafè alla scomparsa dello zio, lo gestì nel segno della continuità e lo ribattezzò Bar Romano. Nel 2007, in occasione del centenario, l’assessorato al commercio della Regione Campania ha insignito Pietro Romano del riconoscimento di “Negozio Storico”.

Dal 1998 la conduzione del Bar Romano è passata a Pietro Lovito, nipote di Pietro Romano, che un anno dopo avrà la brillante idea di recuperare un deposito sul retro e trasformarlo nel Pub McLogan, nome scelto in memoria di uno dei due fondatori del Cafè Oslavia. L’idea riscuote da subito il consenso tra i giovanissimi, ma d’estate o in occasione di festa diventa punto di ritrovo anche per persone di mezz’età, nello stesso spirito del Cafè Oslavia prima e del Bar Romano poi.